Le memorie di Nathan Drake

Ero un ragazzo americano come tanti altri: benestante, atletico, alto, con i capelli castani e gli occhi verdi. Un giorno mio padre mi disse che mio nonno era in fin di vita. Così andai subito da lui per vedere come stava.

Quando arrivai, era disteso sul letto di morte. Mi guardò e, con voce debole, mi disse: Ricorda, nipote: sei destinato a fare grandi cose. Dopo quella frase chiuse gli occhi per sempre.

Una settimana dopo, al telegiornale, annunciarono una terribile notizia: una catastrofe spaziale era imminente. Delle radiazioni provenienti da Giove avrebbero distrutto la Terra entro 72 ore. Gli scienziati dissero che serviva un volontario disposto a sacrificarsi: qualcuno che andasse vicino a Giove con un macchinario capace di risucchiare tutte le radiazioni. 

Chiunque avesse attivato il macchinario sarebbe però morto a causa dell'esplosione.

Quella sera, ripensai alle parole di mio nonno. "Destinato a fare grandi cose". Fu allora che decisi: sarei partito io. Avrei salvato Terra. Il giorno seguente mi presentai agli scienziati americani, dichiarando la mia intenzione di sacrificarmi. Mi dissero che il razzo sarebbe partito dalla Cina, e che dovevo partire immediatamente.

La mattina dopo, arrivai in Cina. Gli scienziati cinesi mi stavano aspettando, il razzo era pronto, pronto, insieme al macchinario. La partenza era fissata per le 12:30. Erano le 11:50 quando salii a bordo.

Avevo con me acqua, cibo e risorse sufficienti per almeno 4 giorni. Alle 12:25 pensai ancora a mio nonno e a tutti i momenti belli della mia vita. Alle 12:30 partii. Ci sarebbero voluti quasi due giorni per raggiungere Giove. Quando finalmente arrivai, avvertii gli scienziati del mio arrivo. Guardando il macchinario dissi tra me e me: "è il momento. Devo premere quel grande bottone rosso".

Lo feci. Il razzo si riempì di una luce rossa, accompagnata da un suono assordante.

La mia agitazione cresceva. Era troppo tardi per tornare indietro. Sul monitor comparve un timer: 10…9…8…7…6 Il macchinario stava per attivarsi. Mi resi conto che stavo per morire, ma anche che stavo per salvare l'intera umanità. 3…2…1

Il macchinario si attivò. Quando esplose, tutta l'energia delle radiazioni venne risucchiata verso di me. Vidi l'enorme onda luminosa avvicinarsi, sempre di più. Era il momento. Tutti avrebbero ricordato il mio nome: NATHAN DRAKE.

Mattia Carnevale, Giovanni Gallina, Florin Markeci, Alessandro Scattoni

Un viaggio spaziale

Anno 3025. La Terra è ormai un museo abbandonato: le sue orbite sono piene di satelliti in disuso e relitti spaziali. L'umanità vive nelle colonie lunari, ma una catastrofe cosmica è in arrivo, un'ondata di radiazioni che distruggerà tutto entro 72 ore.

L'ultimo razzo, Aurora 9, è pronto a partire ma c'è posto solo per poche persone, chi sarà scelto per lasciare la Terra?

Dopo l'annuncio di una catastrofe cosmica imminente, che avrebbe distrutto la Terra, l'umanità fu costretta a partire con dei razzi per rifugiarsi sui satelliti dei pianeti.

L'ultimo razzo a partire era l'Aurora 9. Purtroppo, i posti a bordo non erano sufficienti per tutta la popolazione: solo i politici e le persone più influenti della Terra vennero imbarcati.

Boris, un uomo di 41 anni alto uno e settantacinque metri, con i capelli neri e corti, una barba lunga fino al collo e dei baffi lisci, corti e folti, non accettava che solo i più importanti potessero salvarsi. Era un uomo solare, felice e positivo, ma in quel momento sentiva che doveva fare qualcosa. Decise quindi di intrufolarsi di nascosto nell'ultimo razzo.

Rubò una tuta spaziale e una dozzina di bombole di ossigeno e riuscì a nascondersi nella stiva dell'Aurora 9. Il razzo partì, ma durante il viaggio una pioggia di meteoroidi colpì la nave spaziale, facendola deviare dalla rotta e schiantare su un pianeta sconosciuto.

Quando Boris si risvegliò, confuso e ferito, si accorse che tutti gli altri passeggeri erano morti. I bagagli ammucchiati intorno a lui gli avevano salvato la vita, attutendo l'impatto. Era terrorizzato, e le bombole di ossigeno erano l'unica cosa che lo teneva in vita. Uscendo dal razzo, rimase stupito dai colori vividi del pianeta: tutto sembrava più acceso, più intenso, diverso da qualsiasi cosa che avesse mai visto sulla Terra.

Per sopravvivere, Boris fu costretto a nutrirsi con gli avanzi di cibo dei passeggeri morti. Le giornate erano roventi, mentre le notti diventavano gelide. Dormiva nella stiva e cercava di riposarsi come poteva. Con il passare delle settimane le bombole diminuirono sempre di più.

Un giorno, esplorando il relitto del razzo, Boris trovò alcuni attrezzi e una radio di emergenza, che poteva servire a contattare la colonia lunare. 

Proprio mentre stava usando l'ultima bombola di ossigeno, alcune navicelle di soccorso arrivarono sul pianeta. Prima che potessero raggiungerlo, l'ossigeno terminò e Boris svenne. I soccorritori riuscirono comunque a salvarlo e lo portarono in salvo sulla colonia lunare.

Lì, Boris raccontò la sua incredibile storia e le sue avventure, pubblicando un libro in cui spiegava quanto sia importante non arrendersi mai. Il suo coraggio e la sua speranza lo resero famoso e amato da tutti.

Alessandro Bianchi, Lorenzo Diano, Giulio Martini

L'ultimo lancio

Poppy e Rune stavano insieme da cinque anni. Si erano conosciuti grazie ai loro lavori: lei era un'astronauta, lui uno scienziato.

Poppy era bassa e magra, con i capelli morbidi e luminosi che le arrivavano fino alla schiena. Aveva grandi occhi verdi, pieni di curiosità e determinazione. Rune, invece, era di media altezza, robusto, con i capelli neri corti e gli occhi scuri come la notte. Era un uomo estroverso, convinto in ciò che faceva e che non si arrendeva mai. Poppy, al contrario, era timida e riservata: nulla la spaventava, ma spesso le mancava la fiducia in sé stessa.

Poppy e Rune dovevano partire con l'Aurora 9, perché lei era l'unica rimasta in grado di pilotare un'astronave, mentre lui era il miglior scienziato disponibile. I posti nella navicella erano soltanto cinque, ma sulla Terra erano rimaste cinquanta persone. 

Per scegliere chi sarebbe partito, furono organizzate prove di forza e di intelletto. Alla fine, vennero scelti due ragazze e tre ragazzi. Molti tentarono di superare le prove, ma tra i non selezionati scoppiò la rabbia. Uno di loro, Din, accecato dall'invidia, staccò di nascosto un pezzo interno del razzo senza dire nulla a nessuno. 

Il tempo a disposizione era poco. Così Poppy e Rune, anche se addolorati per dover lasciare sulla Terra tante persone, partirono con l'Aurora 9, insieme ai cinque giovani selezionati.  

Il giorno dopo, mentre tutti dormivano, la navicella cominciò a segnalare un guasto. Poppy, paralizzata dalla paura, si alzò di scatto e chiamò Rune. Lui corse subito da lei e insieme scoprirono che mancava un componente essenziale per l'atterraggio. A bordo scoppiò il panico: tutti erano terrorizzati, convinti che non sarebbero sopravvissuti. Ma proprio mentre cercavano di capire cosa stesse accadendo, una navicella spaziale sconosciuta si avvicinò e si posò accanto alla loro.

Dalla navicella emerse una strana creatura verde, con due antenne sul capo. Era un alieno, eppure, in quel momento, non era lui la cosa che più spaventava l'equipaggio.
L'alieno parlò in una lingua incomprensibile. Dopo alcuni istanti di confusione, una ragazza del gruppo capì che stava parlando al contrario e che chiedeva se avessero bisogno di aiuto. I ragazzi si scambiarono sguardi increduli. Rune, però, si fece coraggio e spiegò dove erano diretti, il motivo del viaggio e quale fosse il problema.

L'alieno, senza esitare un secondo, consegnò loro il pezzo mancante. Tutti lo ringraziarono con gratitudine, e lui ripartì silenziosamente verso lo spazio.

Con l'aiuto di Poppy, Rune montò il pezzo in pochi istanti. Tutto tornò a funzionare: la tensione svanì e nella navicella si respirava sollievo. Tutti erano felici e riconoscenti verso l'alieno misterioso. Mancava poco all'atterraggio. Poppy tremava ancora per la paura, ma dentro di sé era orgogliosa e fiera per aver quasi portato a termine la missione.

L'ansia era tanta, nessuno parlava. Poi, finalmente, l'Aurora 9 atterrò sulla superficie lunare senza alcun problema. I sette ragazzi scesero dal razzo sfiancati ma felici. Tutti si avvicinarono a Poppy, la abbracciarono e la ringraziarono: grazie a lei erano riusciti ad arrivare sani e salvi sulla Luna.  


Scelen Albini, Lucrezia Brega, Mia Tartocchi, Noemi Ummaro

! L'ultimo lancio !

Anno 3025, la terra è ormai un museo abbandonato: le sue orbite sono piene di satelliti in disuso e relitti spaziali. L'umanità vive nelle colonie lunari ma una catastrofe cosmica è in arrivo, un'onda di radiazioni che distruggerà tutto entro 72 ore.

 L'ultimo razzo, Aurora 9, è pronto a partire, ma c'è posto solo per poche persone. Chi sarà scelto a lasciare la terra?

…Dieci…. Nove…

Non avrei mai pensato di essere scelta per lasciare la terra e partire verso la luna. Sono state scelte cinque persone prima di me, tutte con un segno sul braccio simile al mio.

…Otto… Sette… Sei…

Mi mancano i miei genitori e non riesco ad accettare che non li vedrò più. Ognisecondo che passa, la mancanza di casa si fa più forte.

…Cinque… Quattro…

Sto per partire e riesco a vedere la mia famiglia che mi saluta per l'ultima volta.

…Tre… Due… Uno… Addio Terra.

L'astronave parte velocemente. Anche se ci sono altre persone, mi sento terribilmente sola. Siamo finalmente arrivati: le cinture si allentano e, mi giro, riesco a vedere la terra in tutta la sua bellezza, anche se tra settantadue ore non ci sarà più nulla di lei. 

Sono passate alcune ore e l'astronave è atterrata. La Luna è molto strana e le Colonie sono enormi! Non penso che riuscirò ad abituarmi a questa nuova vita troppo difficile. "Buongiorno, sono M.I.A., vi spiegherò come funziona la vita qui, sulla Luna. All'inizio sarà complicato ma vi abituerete." - Disse un Robot, entrato pochi secondi prima dell'atterraggio. "Stella, Emma e Alice condivideranno una camera. Giacomo, Noah e Liam ne condivideranno un'altra. Mentre prepariamo le stanze avrete del tempo per conoscervi." M.I.A. finisce di parlare e sparisce in un corridoio. 

Un ragazzo inizia a presentarsi: si chiama Liam, dice che viene dalla Groenlandia. Non ricordo dov'è la Groenlandia ma lui racconta che è molto lontanada dove siamo stati scelti per partire. Anche gli altri si presentano: Noah viene dalla Spagna, Giacomo dal Cile, Emma dall'Egitto e Alice dall'Australia. Io vengo dall'Italia. Quando abbiamo finito di presentarci, M.I.A. ci dice di andare nelle nostre camere e di coricarci per essere riposati per il giorno seguente. 

Mentre cammino ho la sensazione di essere osservata… probabilmente è solo ansia. La camera è grande, con tre letti; è confortevole e pulita. Verso le dieci M.I.A. ci ordina di andare a dormire. 

Sono le tre e dodici minuti del mattino quando mi sveglio per un forte colpo che proviene dalla camera dei ragazzi. Mi guardo intorno e vedo che Emma è sveglia. "Hai sentito anche tu quel rumore, Stella?" - mi chiede. Io annuisco, dopo qualche minuto di silenzio aggiunge - "Andiamo a controllare". Svegliamo Alice e ci dirigiamo verso l'alloggio dei ragazzi. Apriamo la porta e vediamo… un settimo ragazzo?! Il ragazzo resta immobile per qualche secondo mentre Giacomo, Liam e Noah si svegliano spaventati. 

Poi parla: "Sono Papillon, IO mi meritavo di partire al posto di uno di voi!". Tutti restiamo scioccati per qualche secondo, poi Giacomo esclama: "Ma tu non hai il segno! Come hai fatto ad entrare?". Papillon sorride freddamente: "Beh, molto semplice. Io sono sempre un passo avanti a tutti: sono entrato fingendomi un lavoratore; sono stato astuto, a differenza vostra. E ora… dovrò uccidere uno di voi per prendere il suo posto." Il sorriso di Papillon si fa più inquietante e prima che qualcuno possa reagire afferra il braccio di Alice e la minaccia. 

Noah e Giacomo si precipitano verso un armadio, cercando qualcosa per fermarlo, mentre Liam cerca di distrarlo per guadagnare tempo e liberare Alice. Emma è terrorizzata per la sua amica. Io mi faccio avanti e dico: "Prendi me, non lei!". Papillon lascia il braccio di Alice con un gesto brusco e si avvicina a me, afferrandomi il polso e stringendolo. 

In quell'istante Giacomo e Noah approfittano della distrazione e riescono a bloccarlo, viene subito chiamata M.I.A., che arriva rapidamente. Appena vede Papillon, si avvicina a lui e gli prende il braccio: "Non ricordo di aver scelto te. Verrai spedito su Marte domani." Il giorno dopo, io e gli altri assistiamo in silenzio alla spedizione di Papillon.

Irene Falomi, Nicole Ferranti, Martina Pagliari e Noemi Sforna.

L'ultimo lancio dal Madagascar

Leonardo, uno studente universitario di 20 anni, è uno dei pochi sopravvissuti rimasti sulla Terra. Ha solo una possibilità per salvarsi: salire su un razzo che partirà tra 72 ore. Tutti gli uomini e le donne si sono rifugiati in Europa e nel Nord Africa, gli unici luoghi dove sono rimaste risorse sufficienti per sopravvivere, alla notizia del razzo.

Leonardo non ha perso tempo: parte immediatamente per il Madagascar, portando con sé la sua unica arma: un machete. Lascia l'Egitto, sulle rive del Mediterraneo, con il cuore pieno di paura e incertezza. Dopo una decina di ore di viaggio raggiunge alcune rovine egizie, dove nota dei movimenti sospetti. Capisce subito che c'è una presenza umana.

Improvvisamente viene attaccato da dietro, ma riesce a liberarsi e a uccidere l'aggressore. Tuttavia, il rumore del combattimento attira altre persone e Leonardo è costretto a scappare. Durante la fuga incontra una ragazza nascosta tra i cespugli: si chiama Alice. I due fanno amicizia e decidono di proseguire insieme.

Attraversano il Congo, la grande "foresta dei serpenti", dove sono costretti a combattere contro altri sopravvissuti e ad accendere fuochi per difendersi dagli animali. Con il passare dei giorni, Leonardo e Alice imparano a conoscersi meglio e tra loro nasce un amore profondo. Continuano il viaggio verso il Madagascar, nutrendosi di insetti, sfuggendo ai serpenti e affrontando continue minacce umane.

Quando finalmente raggiungono le spiagge della Tanzania, costruiscono una zattera con tronchi di legno per attraversare il mare. Durante la traversata incontrano un'altra coppia che li attacca per assicurarsi un posto sul razzo. Ne nasce una lotta violenta: tra onde e colpi di machete, Leonardo e Alice riescono infine a respingere gli aggressori, che vengono trascinati via dalla corrente.

Sbarcati sulle coste del Madagascar, i due corrono verso la base di lancio. Trovano altre persone: sono in dieci, ma i posti sul razzo sono solo cinque. Una persona riesce a correre per prima e a salire a bordo. Gli altri nove iniziano a combattere ferocemente. Alla fine del massacro, i sopravvissuti sono pochi.

Leonardo e Alice tornano a correre verso il razzo, ma un uomo colpisce Leonardo con un pugno. Alice riesce a salvarlo, reagisce con prontezza e lo uccide con il machete, riuscendo poi a salire sul razzo.

Dal portellone, Leonardo osserva in basso e vede gli altri continuare a massacrarsi. Dopo alcuni minuti, il razzo è pronto alla partenza. Alice non si trova: si attacca a Leonardo e lo salva, ma in uno scontro finale viene colpita. Leonardo, pieno di rabbia, uccide l'ultimo aggressore.

Alla fine restano pochissimi superstiti. Leonardo riesce a salire sul razzo. Mentre si allontana dalla Terra, guarda il mondo distrutto e, in lacrime, sussurra il nome di Alice.

Jad Al Saleh, Leonardo Bianchi, Niccolò Ciotti, Tommaso Granocchia

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